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Venice, Monday, 25 August, 2008

"...... In questo periodo viviamo nella fede il grande mistero divino, il mistero della Santissima Trinità in missione. Si sapeva, e lo si conferma, che Dio è uno ed unico. Possiamo anche accettare quanto ha detto Paolo, quando parlava sull’Areopago, che Dio è quell’assoluto, quello spirituale in cui viviamo, in cui ci muoviamo, in cui siamo. Ma non si sapeva, ed ancora oggi da tanti viene accettata con difficoltà, la profonda realtà del Dio Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. E appunto lui, il Dio Trinità, quello in cui viviamo, in cui ci muoviamo, in cui esistiamo. E lui, Trinità in missione, non è soltanto un ente assoluto, supremo a tutti, ma è il Padre nella sua infinita, imperscrutabile realtà, che genera, genera dall’eternità senza inizio, il suo Verbo. E con questo suo Verbo vive l’ineffabile mistero dell’amore, che è una persona e non solamente un affetto, non solamente una relazione interpersonale; è una persona, il Figlio generato, Spirito, amore spirato. Il santo Natale ci ricorda ogni anno questo mistero della Trinità in missione, qui nella notte di Betlemme, questa missione del Figlio, inviato dal Padre per portarci quello Spirito in cui è stato concepito dalla Vergine. Viene per portarci questo Spirito. Ecco, la notte di Natale è questa notte in cui la realtà del Dio-comunione, unità della divinità, unità assoluta, unità della comunione viene avvicinato alla nostra mente umana, ai nostri occhi, alla nostra storia e diventa visibile. Diventa cioè visibile il mistero nascosto, il “Mysterium absconditum a saeculis”, il mistero nascosto da sempre viene rivelato, diventa visibile. Attraverso questa povera realtà della nascita del Signore, del presepe, della notte di Betlemme, di Maria e di Giuseppe si rivela il grande mistero della Trinità in missione. Ecco il nostro Dio, ecco il nostro Dio! Ineffabile mistero! ....."

Firma giovanni paolo II